Fili

di Beatrice Masini per Arka edizioni, illustrato da Mara Cerri

Quanto siamo legati gli uni agli altri? Quanto siamo consapevoli che anche un nostro piccolo gesto possa essere l’origine di una catena di eventi propagabile all’infinito? Immaginatela, una rete invisibile che lega in mille modi ognuno di noi, non in verticale, verso l’alto, a un ipotetico burattinaio, ma in orizzontale gli uni a gli altri, connessi a livelli insospettabili.

Fili è un libro magico perché vuole raccontarci questa rete ma senza spiegarcela. “Definire è limitare” diceva Oscar Wilde, e l’autrice sa che non si può limitare un torrente che scorre senza fermarlo, così invece delle parole usa le immagini e Fili diventa una lente, una lente puntata a caso su un pezzo qualunque di realtà per lasciarci osservare eventi apparentemente slegati. Inizialmente seguiamo con la perplessità di chi non sa cosa sta facendo e perché, ma poi all’improvviso le cose iniziano a subire effetti di fatti già accaduti e a determinare epiloghi successivi, gli eventi slegati si ritrovano inaspettatamente collegati e ad un tratto ti stupisci perché la rete è così “definita” che ti chiedi come hai fatto a non vederla prima.

Fili è un libro magico perché l’ultima pagina non segna la fine del libro, e non ti lascia nessun messaggio, ma ti lascia la lente e un nuovo stimolo per guardare l’orizzonte.

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